Cultura in rete, Musei in digitale

Io invado,tu invadi, egli invade, NOI INVADIAMO

Torrione, P.zza Vittorio Emanuele, Pollenzo

 

Sabato scorso ho partecipato ad un’invasione! Con altri 10 “invasati”, ho “invaso” il  centro storico di Pollenzo e la Banca del Vino.

La nostra guida, @pcapellino, ci ha portati a conoscenza della storia del piccolo centro, dalle origini Romane fino all’epoca Albertina, le cui testimonianze sono giunte fino a noi. Mi riferisco alla splendida Piazza centrale, con la Chiesa neo-gotica di S. Vittore, la maestosa torre e la Cascina Albertina.

Nel complesso della cascina é oggi ospitata la Banca del Vino, un museo, o meglio, una “vetrina enologica” che si propone di costruire la memoria storica del vino italiano.Qui le opere d’arte sono i grandi vini e le sale sono le cantine che li custodiscono preziosamente. Oltre la visita, il museo offre percorsi di degustazione, assaggi, eventi legati alla cultura enologica.

Un vigneto chiamato Italia, foto @elimarengo

Ognuno ha partecipato con le armi che aveva a disposizione:

  • la conoscenza del luogo
  • il proprio smartphone
  •  la voglia di raccontare attraverso i social media quello che ha visto, ascoltato, o ciò che lo ha colpito di più
  • la passione per l’arte e la storia
  •  la voglia di visitare siti storici poco conosciuti.

Sto parlando, ovviamente, di #invasionidigitali“, un progetto ideato da Fabrizio Todisco in collaborazione con la rete di travelblogger italiani di “Io faccio rete”, Officina Turistica, Instagramers Italia e l’Associazione Nazionale Piccoli Musei.

Il progetto ha inteso favorire lo svecchiamento delle istituzioni culturali, facilitare una concezione aperta e diffusa del patrimonio culturale e promuovere la partecipazione attiva dei visitatori nei processi di co-creazione dei contenuti e di valorizzazione della cultura.

Poteva aderire chiunque. Bastava iscriversi attraverso il sito ufficiale, organizzare un’invasione in un luogo di cultura e raccontarla attraverso i social network.

Dal 20 al 28 aprile, l’iniziativa ha raccolto numerose adesioni spontanee in tutta la Penisola. Sono state organizzate visite guidate, blogtour, incontri gratuiti o autofinanziati, per far conoscere al grande pubblico tante piccole realtà culturali, come un piccolo museo, il centro storico di un paesino o un sito archeologico.

Facebook, Twitter, Pinterest, Youtube, sono stati il mezzo di trasmissione e condivisione di una conoscenza diffusa.

Qualche numero? Nella settimana di invasioni sono state pubblicate su Instagram con il tag ufficiale 7.345 fotografie scattate da 795 Instagramer e viste da 43.230 follower, con 4.299 commenti ( fonte:Followgram Analytics, dalla pagina Fb di invasionidigitali).

Niente male, vero?

Chiesa S:Vittore, Pollenzo. Foto @torinoanni10

Insomma,  i nuovi strumenti digitali offrono realmente nuove opportunità di comunicare e valorizzare il nostro patrimonio, e questa iniziativa lo ha ampiamente dimostrato.

Mi restano alcune domande.

Come non disperdere il materiale prodotto e l’entusiasmo dei partecipanti?

Come mettere a sistema i centinaia di invasori che hanno contribuito al successo dell’iniziativa?

Che cosa succederà dopo?

Si potrebbe pensare di proporre delle incursioni con una cadenza temporale…

Intanto, se vi siete perso qualcosa, potere rivedere qui il PDF di sintesi, via @mafedebaggis.

 

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