Musei in digitale

Gioiadarte

Lo scorso sabato ho partecipato ad un evento organizzato dalla Pinacoteca Agnelli di Torino: il B-Day, ovvero il blogger Day. 

Un open day dedicato ai blogger di Torino e non solo, per far conoscere la collezione d’arte della pinacoteca, scoprire e fotografare la mostra temporanea dedicata al designer francese Jean Prouvè, passeggiare sulla storica pista del Lingotto, scoprire l’architettura di Renzo Piano visitando NH Hotel e 8 Gallery e partecipare al workshop creativo “Designer per un giorno”.

Prima riflessione: fino a qualche anno fa sarebbe stato impensabile promuovere un museo integrando un evento simile tra le strategie di promozione.

Segno di quanto il mondo della comunicazione sia cambiato negli ultimi anni, passando dalla comunicazione di massa alle auto-comunicazioni di massa, teorizzate da Manuel Castells. 

Oggi è importante affiancare e integrare la promozione tradizionale, con nuovi strumenti di Marketing come i social network e i blog. E questo vale per le aziende e anche per chi si occupa di cultura.

La Bolla di Renzo Piano vista dalla Pinacoteca Agnelli

Per me il luogo è stata una vera scoperta perchè, lo ammetto, non conoscevo la storia del Lingotto.

Una storia davvero affascinante, un esempio di architettura industriale davvero stupefacente, un segno importante del passato della città, che oggi svolge un ruolo diverso, ma altrettanto vivo.

Il complesso del Lingotto è stato la sede della Fiat dagli anni ’20 del ‘900 fino agli anni ’80: un’unica sede in cui c’era tutta la fabbrica: dagli uffici dei dirigenti alle catene di montaggio, fino alla pista sul tetto per collaudare le macchine.

Vi assicuro che poter passeggiare su quella pista, ancora oggi, conserva immutato il suo fascino.

Abbiamo fatto due visite guidate.

Una alla mostra permanente, situata nello “scrigno”, ovvero il piano superiore alla pista progettato da Renzo Piano; una mostra piccola rispetto alla media, solo 25 opere, ma tutte di inestimabile valore: due sculture di Canova, e poi i dipinti di Canaletto, Matisse, Picasso, solo per citarne alcuni. Difficile non rimanere estasiati!

Disegno originale “siege pivotant pour dactylo”

L’altra visita è stata alla mostra temporanea, “Una passione per Jean Prouvé. Dal mobile alla casa. La collezione di Laurence e Patrick Seguin”,  divisa in due sezioni, una dedicata alle architettura del celebre designer e una agli arredi.

Un aspetto che mi ha molto colpito è che le opere e il pensiero del celebre designer fossero proprio in quel luogo, in dialogo con l’architettura di Renzo Piano, il suo più celebre estimatore e colui che più si è ispirato ai principi di Prouvè. 

foto

Il collezionista Patrick Seguin, foto @MartaBarcaro

A conferma di ciò Valerio, guida impeccabile, seria, preparata e cordiale, ci ha portati a conoscenza della volontà di Laurence e Patrick Seguin, i collezionisti delle opere in mostra, di realizzarla proprio nel contesto della Pinacoteca.

Seconda riflessione: ancora una volta la Pinacoteca dimostra di essere sensibile all’uso di nuove tecnologie e media. Dall’utilizzo dei codici QR nella mostra permanente, attraverso i quali il visitatore può navigare tra le isole tematiche proposte e curiosare tra gli approfondimenti specifici di ogni tematica, all’adesione all’evento nazionale “Invasioni digitali“, fino all’evento al quale ho partecipato.

Bilancio dell’evento: sinceramente, bravi!

Un’ottima organizzazione e un’accoglienza entusiasta che ci ha trasmesso davvero la gioia di poter ammirare e condividere l’arte.

Se vi ho incuriositi almeno un po’, correte a vedere le mostre!

Qui il sito ufficiale della Pinacoteca.

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