Cultura in rete

Sala delle Asse: il non racconto online di un restauro

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Il 22 ottobre scorso una conferenza stampa con la presenza di Filippo Del Corno, Assessore alla Cultura del Comune di Milano, ha comunicato l’avvio dei restauri alla “Sala delle Asse” al fine di recuperare, per quanto possibile, ciò che Leonardo Da Vinci ha dipinto personalmente nella sala.

Non sapevo nulla di questa sala. E voi?
Mi sono data quindi da fare per recuperare un po’ di notizie.
Ecco che cosa ho trovato.

Nel 1498 Leonardo Da Vinci viene incaricato da Ludovico il Moro di dipingere la Sala delle Asse all’interno del Castello Sforzesco; un ambiente importante, nel quale gli Sforza accolgono ospiti e ambasciatori.

Leonardo progetta e realizza un trompe l’oeil che raffigura un pergolato di rami di gelso sorretti da robusti fusti d’albero dalle radici molto grandi. Un fitto intreccio di rami, fogliame e corde dorate per ” sfondare” la volta chiusa della sala, e proiettare gli ospiti in uno spettacolare paesaggio.

Un anno dopo i francesi conquistano Milano e non si hanno notizie certe della Sala fino al 1700, quando viene utilizzata come stalla.

I primi restauri, ad opera del pittore e decoratore Ernesto Rusca, avvengono all’inizio del ‘900, con pesanti ridipinture che compromettono la leggibilità dell’originale.

Bene. Qui finisce la Storia e ricomincia la cronaca.

Oggi, dopo due anni di indagini realizzate dall‘Opificio Delle Pietre Dure di Firenze che hanno permesso di individuare brani di pittura originale sotto diversi strati di intonaco, si ritorna nella Sala delle Asse per “rendere leggibili le decorazioni nel rispetto dei diversi interventi di restauro precedenti”.

Data l’importanza della scoperta, la complessità del progetto di restauro e dei suoi risultati, il comitato scientifico ha predisposto un apposito sito web dedicato ai lavori, per fornire notizie dettagliate e aggiornate sulla storia della Sala e per consentire di seguire le operazioni di restauro.

Un’iniziativa importante: finalmente il lavoro del restauratore, sempre nascosto da teloni e impalcature, viene “scoperto”. Finalmente si può vedere cosa succede durante un restauro, quali sono le diverse fasi. Ma soprattutto si possono seguire tutti i cambiamenti che avvengono in un’opera d’arte durante le operazioni. Ed è davvero un’esperienza molto emozionante, ve lo assicuro.

Non appena ho appreso la notizia, ho immediatamente visitato il sito.
E poi, un po’ incredula, l’ho visitato di nuovo, pensando di aver sbagliato qualcosa.

Francamente, nutro dei dubbi sull’efficacia comunicativa del sito. Mi riferisco in particolar modo alle pagine che dovrebbero portare un vento di novità per il settore, “Segui il restauro” e “Storytelling”.

Le sezioni sono articolate in una serie di foto suddivise temporalmente.
Sono riprese persone che guardano: chi sono queste persone, guardano cosa, e soprattutto cosa hanno da dire?
Ci sono immagini tratte dalle indagini diagnostiche: che tipo di indagini? Cosa evidenziano le foto?
I restauratori sono ripresi mentre lavorano: su cosa? Cosa stanno facendo?
E poi foto di strumenti di indagine: quali? Che cosa fanno?

In poche parole: foto poco chiare, nessun video e nessuna didascalia che racconti un lavoro già di per sè complesso, figuriamoci per un “non addetto ai lavori”.

O forse, come mi auguro, sono io che sbaglio, e questa è solo una prima rudimentale versione del sito; probabilmente, con l’avanzare dei lavori, le pagine saranno aggiornate.

Ci ritornerò e vi terrò aggiornati.

Concludo con la dichiarazione rilasciata dall’assessore alla Cultura del Comune di Milano riguardo ai lavori:
“L’avvio di questi lavori è di assoluta importanza per Milano e per tutta la comunità scientifica internazionale. Leonardo sarà l’artista simbolo di Expo 2015, a lui saranno dedicate un polo al Castello Sforzesco e una mostra a Palazzo Reale…”

Il progetto di comunicazione multimediale è stato curato da HOC-LAB del Politecnico di Milano.

Se desiderate visitare la pagina web dedicata potete farlo da qui.

E ditemi che cosa ne pensate.

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