Musei in digitale

Innovazione e musei: la Pinacoteca Giovanni e Marella Agnelli

image L’idea di scrivere questo post mi è venuta ascoltando l’intervento di Elena Olivero (@OliveroEle) responsabile comunicazione e Social Media presso la Pinacoteca Giovanni e Marella Agnelli, in occasione della Tavola Rotonda “Musei e nuove tecnologie, cosa ne pensano i musei che le stanno sperimentando” tenutasi a Torino lo scorso aprile.

La dottoressa Olivero ha descritto la strategia scelta dalla Pinacoteca per rendere l’esperienza di fruizione del visitatore maggiormente coinvolgente: l’inserimento di Codici bidimensionali (QR) all’interno della mostra permanente.

Mi è piaciuta l’idea, personalmente non conosco molti altri casi simili in Italia per il settore museale, e così ho deciso di approfondire la conoscenza della loro esperienza con un’intervista. Quella che segue è la sintesi di una lunga e piacevole chiacchierata, attraverso la quale ho potuto approfondire strategie e obiettivi.

L’ISPIRAZIONE, LA REALIZZAZIONE TECNICA

La motivazione principale di tale scelta è stata quella di migliorare e arricchire la user experience, ispirandosi in particolar modo ad esperienze museali estere. Prima di decidere il tipo di tecnologia da utilizzare sono state analizzate anche esperienze simili in Italia, come, ad esempio, le Applicazioni di altri musei, analizzando in ogni dettaglio struttura e contenuti.

“Ci siamo messe nei panni del visitatore ed abbiamo pensato ed agito come farebbe una persona che decide di visitare un museo, per cercare di creare un servizio davvero utile e facilmente utilizzabile” spiega la dottoressa, Marta Barcaro (@MartaBarcaro), storica dell’arte, responsabile del progetto assieme alla dottoressa Olivero.

Dopo aver optato per l’utilizzo di codici QR, e quindi scegliendo modalità di approfondimento durante la visita, è stato realizzato un progetto di fattibilità per analizzare il processo in maniera approfondita. La presenza di uno sponsor come ENI ha consentito di sviluppare il progetto.

Il primo passo è stato la scelta dei contenuti, avvenuta secondo un preciso percorso filologico e criteri di ricerca storico-artistica. Un altro aspetto preso in considerazione, è stato garantire al visitatore una buona navigazione persmartphone e tablet; lo sponsor tecnico Replay ha creato una piattaforma ad hoc.

Un'immagine della galleria, da paperblog.com

Un’immagine della galleria, da paperblog.com

COMUNICARE LA NOVITA’

La novità  QR code è stata annunciata durante i festeggiamenti del decennale del museo (settembre 2012) che hanno prodotto  una grande affluenza di pubblico.

In questo modo si è potuto dare maggior risalto e grande notorietà diretta all’iniziativa. La campagna di sensibilizzazione è partita con qualche giorno di anticipo. Ogni visitatore è stato informatodella  possibilità di arricchire il percorso di visita con l’utilizzo dei codici QR,  fruibili attraverso il proprio dispositivo mobile o  il tablet messo gratuitamente a disposizione dalla Pinacoteca.

Un addetto forniva informazioni e istruzioni, oltre a materiale cartaceo. Il servizio è sempre attivo e gratuito per l’utente e periodicamente, ovvero durante i giorni di maggiore affluenza come nei weekend o nei periodi di festività, l’iniziativa è promossa attraverso l’uso di tablet gratuiti per i visitatori.

LA REAZIONE DEL PUBBLICO

Il pubblico ha reagito in maniera differenziata, a seconda dell’età e della predisposizione all’utilizzo delle nuove tecnologie in ambito culturale.

Gli over 60 non sono interessati all’argomento, probabilmente perché  hanno poca dimestichezza con i supporti multimediale.

La fascia d’età tra i 40 e i 60 è incuriosita e utilizza prevalentemente il proprio smartphone.

Gli “autonomi”, cioè gli appassionati di tecnologia, accolgono con entusiasmo l’iniziativa; attentissimi ad ogni dettaglio e pronti ad appuntare ogni piccolo errore.

I ragazzini, contrariamente alle previsioni, non usano molto i codici, però scattano tantissime foto.

CONTENUTI AGGIUNTIVI VS FRUIZIONE DIRETTA  DELL’OPERA D’ARTE

Uno degli aspetti insiti in questo tipo di servizio, può essere quello di creare contenuti che distraggono eccessivamente l’utente rispetto alla visita reale. Il lavoro realizzato non è  in concorrenza con il percorso della mostra, ma lo integra.

Per tale motivo la Pinacoteca ha scelto molto accuratamente  i contenuti da “aggiungere”.
Sempre per lo stesso motivo ha deciso di proporre approfondimenti per ciascun artista e non per ogni opera in mostra. Sono state scelte notizie curiose, alcuni video realizzati dalla Pinacoteca e mini-interviste al presidenteGinevra Elkann al fine di avvicinare il visitatore al collezionista.

STATISTICHE
Vi piacciono i numeri?  Eccone qualcuno, tenendo presente che dietro le statistiche e i grafici è necessario anche un attento lavoro di interpretazione dei dati.

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Per Marta Barcaro ed Elena Olivero ha contato molto il confronto con le altre realtà torinesi: entrambe si auspicano che ci possano essere sempre più occasioni, pubbliche e non, di confronto e di scambio di conoscenze.

IL FUTURO

Per ogni mostra temporanea si cerca di generare un Codice QR specifico.

E’ in cantiere un altro approfondimento sulla storia della Pinacoteca, legandola al contesto Lingotto: un racconto tra archeologia industriale, architettura contemporanea e storia, davvero molto affascinante.

Chi non conosce questa storia, può leggerla qui.

Nel futuro c’è anche un sogno: realizzare un progetto di realtà aumentata per rivedere “dal vivo” le auto storiche correre durante i collaudi sulla pista del Lingotto.

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Amedeo Modigliani, “Nudo coricato”, 1917

RIFLESSIONI

La chiacchierata/intervista ha generato anche alcune riflessioni.

Quelle di Elena
“Per ora abbiamo scelto la strada dell’arricchimento della visita, ma ora ne stiamo valutando anche altre , ossia: che cosa si aspetta una persona prima della visita di un museo, e come cambiano la sua percezione e le sue considerazioni sullo stesso dopo la visita? Cosa possiamo fare per migliorare, arricchire, proseguire questi due aspetti della comunicazione con loro?”

Quelle di Marta
“Ci piacerebbe che i codici fossero utilizzati di più, per questo ritengo sia necessaria una costante attenzione alla comunicazione della notizia all’entrata. Non bastano i depliant messi a disposizione e la vetrofania di fianco alle casse, le persone hanno bisogno anche di precise istruzioni. E’ un servizio impegnativo per noi, ma cerchiamo di fornirlo ogni volta che possiamo”

Le mie
Vorrei solo sottolineare un aspetto che può essere passato in secondo piano, ma che ritengo molto importante ribadire. Le responsabili del progetto e della comunicazione del museo, sono due donne con competenze ben distinte ma che si integrano.

La dottoressa Marta Barcaro, Storica dell’Arte e la dottoressa Elena Olivero, specialista in Scienze della Comunicazione.
Le persone giuste, con le adeguate competenze, nei posti giusti: semplice, no?

Le infografiche riguardo le statistiche sono state gentilmente fornite dalla Pinacoteca.

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