Cultura in rete, Musei in digitale

Contest di PubCoder, un’occasione anche per i musei?

Ho letto qualche giorno fa, su Zooppa, un contest interessante lanciato dalla Start-up torinese PubCoder, e mi è sembrato che potesse interessare anche i musei. 

Mi spiego subito. 

Zooppa

È una piattaforma internazionale che opera nel campo del crowdsourcing e dello user generated content: le aziende in cerca di idee creative si iscrivono e lanciano un contest con premi in denaro per i vincitori. I creativi partecipano con le proprie idee.

Nasce in H-Farm nel 2007 e oggi è una società americana con sede a Seattle. 

Tra i suoi clienti Google, Samsung, Telecom Italia, tanto per intenderci.

Di cosa tratta il contest 

Crea il libro del futuro

Viene richiesto di creare un libro digitale interattivo, utilizzando il software di PubCoder, scaricabile gratuitamente sul sito della startup. 

“Un libro che racconti una storia, sfruttando al meglio le possibilità dei nuovi tablet; realizzato per creare un’esperienza di lettura altamente coinvolgente e progettato per essere guardato, toccato, ascoltato. Un libro fatto da chi è capace di tornare ad essere piccolo, di riflettere e divertirsi in modo sorprendente e inaspettato.

Abbiamo creato un software che dà l’opportunità di fondere armoniosamente gesti, parole, animazioni, video, azioni e reazioni.”

E’ possibile presentare anche solo una parte del libro, dando però un’idea complessiva dello storyboard e della realizzazione.

 Il contest, promosso da PubCoder in collaborazione con De Agostini Libri e Bologna Children’s Book Fair, chiuderà il 14/03/2014, alle ore 15.00.

 PubCoder ha realizzato un software che permette agli utenti di creare con semplicità libri interattivi digitali, esportabili in seguito come ebook per iBooks, Readium,Kobo e Kindle. 

Immagine

La mia idea

Credo sia un esperimento da provare anche in ambito museale.

Il libro potrebbe raccontare la collezione del museo e la sua storia o anche solo una mostra temporanea importante, con contenuti creati ad hoc (storie, giochi, ecc.) per il pubblico più giovane.

Sarebbe un’occasione per coinvolgere e divertire quella precisa fascia di utenti, arricchire la loro esperienza di visita ma soprattutto proseguire un dialogo tra musei e bambini/ragazzi.

Tutto sommato, sono loro i visitatori del futuro.

 

Foto: style.it

 

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