Cultura in rete

Come si investe nella cultura?Scopriamolo con Monithon

Vi siete mai chiesti come si investono i fondi pubblici destinati alla cultura?
Grazie a Monithon, oggi potete rivolgere la domanda agli addetti ai lavori, avrete diritto a ricevere una risposta.
 Monithon -monitoring marathon- è un’iniziativa indipendente di monitoraggio civico dei progetti finanziati dalle politiche europee.
Il progetto prende forma dall’idea che un ricercatore esperto, un giornalista o anche un semplice cittadino curioso sia interessato a raccogliere informazioni sull’andamento dei progetti finanziati.
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 L’iniziativa si richiama alla più ampia disciplina  dell’open government, una dottrina in base alla  quale la pubblica amministrazione dovrebbe essere aperta ai cittadini, in termini di trasparenza e di partecipazione diretta al processo decisionale.
Con tali premesse è nato Open Coesione, il portale per la diffusione e il riutilizzo pubblico di dati e informazioni sugli interventi delle politiche di coesione sociale, cioè quelle politiche che utilizzano fondi pubblici, nazionali ed europei, per appianare le differenze di sviluppo tra i diversi territori del nostro Paese.
Monithon, grazie proprio a questa ampia disponibilità di dati, intende favorire il controllo civico su tali investimenti e riavvicinare i cittadini al mondo delle politiche pubbliche.
Ciascuno di noi può diventare un monithorer ed organizzare la sua giornata di monitoraggio, raccogliendo informazioni ed evidenze sui progetti finanziati e sui risultati prodotti attraverso visite in loco, interviste o analisi e raccolta di dati sul web.
 Strumento importante di tale “controllo” è il report finale richiesto, pubblicato sul portale di Monithon.
Sabato 22/02, in occasione dell’Open Data Day, in diverse città italiane si sono svolti dei monitoring.
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A Torino, @urukwavu e @ire_rete hanno organizzato un Monithon presso il Museo delle Antichità Egizie, interessato da consistenti interventi di rifunzionalizzazione, ampliamento, restauro e messa in sicurezza dell’intero stabile. Ho partecipato anche io all’iniziativa.
Ecco una sintesi della giornata.
In una splendida sala all’ultimo piano dell’edificio, priva di wifi, 18 cittadini hanno avuto modo di approfondire con i responsabili dei lavori le diverse fasi del progetto ancora in corso.
 Il costo complessivo dei lavori è di circa 50 mln di Euro, stanziati da: MibacT, Regione Piemonte, Provincia di Torino, Città di Torino, Compagnia di San Paolo, Fondazione Cassa di Risparmio di Torino, Unione Europea.
 I lavori sono iniziati nel 2011 e si concluderanno a fine marzo 2015. Il museo è sempre rimasto aperto.
 Per questo motivo sono state necessarie particolari attenzioni per permette una co-presenza visitatori/ lavoratori  in modo da non disturbare entrambi.
Esempio: si è ideato il cantiere-evento, in cui le delimitazioni sono divenute allestimenti per comunicare i lavori.
 Per ogni Mln di Euro spesi, la fondazione fa scattare lo stato avanzamento lavori, per ricevere dai finanziatori la cifra spesa e pagare le imprese coinvolte,in modo da limitare la loro esposizione finanziaria.
Inoltre il museo richiede alle imprese di informare sui pagamento di tutta la filiera di subappalto.
Il progetto di riqualificazione prevede una particolare attenzione all’accessibilità: lo spazio visita, così come gli spazi che sorgeranno ex-novo, saranno ideati per permettere l’accesso a tutti, anche disabili.
Alla conclusione dei lavori il museo sarà un percorso concepito per essere fruito partendo dall’ultimo dall’ultimo piano.
Tutti i servizi saranno affidati ad aziende esterne (Biglietteria, didattica, visite guidate, sorveglianza, ecc.).
 La Fondazione Museo Egizio, attualmente, ha meno di dieci dipendenti.
Sarà per questo che non si preoccupa di gestire il suo account Twitter, aperto ma mai “abitato”.
Ad onor di cronaca bisogna dire che l’architetto, molto gentile e disponibile non ha risposto proprio a tutte le domande, rimandando agli uffici di competenza specifici.
Per concludere la mattinata è stata realizzata una visita guidata al museo, che conta possiede 6.000 opere esposte e ben 25.000 conservate in magazzino.
Tra l’altro è una delle poche realtà in Italia in cui è possibile scattare fotografie. Ma a Torino questa è una scelta condivisa anche da altri musei, dei quali ho parlato in altre occasioni.
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Personalmente trovo davvero interessante Il progetto Monithon: un modo per scoprire luoghi nuovi e per imparare.
Ritengo che  cercare di approfondire ciò che ci accade intorno é condizione indispensabile per essere parte consapevole e attiva dei cambiamenti che avvengono.
E credo che questa iniziativa sia un bel percorso per costruire una rete di conoscenza, consapevolezza e condivisione.
E voi conoscete luoghi della cultura per i quali sono stati investiti finanziamenti comunitari?
Se si, visitateli e fateci sapere.
Se desiderate dare un’occhiata ai progetti monitorati potete visitare la pagina dedicata del portale Monithon.
 Per l’incontro avvenuto al Museo Egizio potete seguire i tweet con hashtag #museoegizio, e dare un’occhiata allo Storify realizzato da @paolalilianab.
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